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Self Confidence e bisogni umani.

Sapevi che le persone che mentono sono di solito carenti di autostima, questo accade perchè hanno bisogno di un feedback positivo dagli altri perciò tendono a raccontare sempre la versione migliore di ciò che fanno, vivono, ottengono.

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Aldilà della soddisfazione di questi bisogni e quindi della ricerca del piacere c’è anche l’evitamento del dolore, il dolore causato dal timore del giudizio degli altri.

Il primo passo da fare verso la self confidence è prendere consapevolezza che gli errori, fallimenti o insuccessi non solo fanno fanno parte di un processo di crescita ma sono essi stessi parte integrante del successo.

Nel percorso di Coaching è fondamentale scoprire ciò che mina la nostra autostima, capire anche da cosa arrivano le credenze limitanti ci può aiutare a fare chiarezza e a trovare il modo di trasformarle in qualcosa di potenziante proprio come tirare fuori il diamante da un pezzo di carbone.

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Ogni giorno oscilliamo tra la ricerca del piacere e l’evitamento del dolore, il dolore non piace a nessuno ed ognuno di noi ricerca quotidianamente il piacere attraverso la soddisfazione dei bisogni umani.

E’ per questo che una buona Sef Confidence riporta alla soddisfazione di bisogni di importanza o di sicurezza in maniera quasi autonoma, qualora questo tipo di soddisfazione fosse invece riconducibile solo a fattori esterni le cose inizierebbero a complicarsi.

Un esempio è quello di evitare di mettersi in gioco per paura di sbagliare e venire giudicati, questo atteggiamento abbastanza comune diventa un problema se la paura del giudizio è più forte della spinta motivazionale verso ciò che desideriamo e che ci sta più a cuore, la paura del giudizio quindi genera maggior tensione e ci trattiene nella nostra zona di comfort bloccandoci tra piacere e dolore e generando un forte senso di frustrazione che si ripercuote sulla nostra autostima proprio come un serpente che si morde la coda.

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Molte persone non muovono un passo se non hanno la certezza assoluta che tutto quello che faranno andrà a buon fine attendendo che le cose diventino sicure, quindi andando a soddisfare il bisogno di sicurezza eviteranno di compiere azioni che potrebbero avere successo.

Come possiamo fare dunque ad aumentare la nostra self confidence e soddisfare contemporaneamente i nostri bisogni di sicurezza ed importanza bypassando la paura del giudizio?

Il coaching e la programmazione neuro linguistica hanno lo scopo di individuare quelli che sono sia gli schemi mentali che generano conflitto o scarsa autostima e le credenze limitanti attraverso l’ascolto attento del cliente, una volta individuati si estrapolano i bisogni del cliente e si inizia a trasformare ciò che non funziona in ciò che diventa potenziante. In questo lavoro di individuazione e trasformazione si va a dare un’ordine al caos e a riscoprire quelli che sono i bisogni e i valori che guidano le azioni, pertanto azioni di successo creeranno a loro volta pensieri potenzianti innescando un processo autorigenerante.

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Linguistica e Psiche

La somma delle esperienze di ogni singola persona crea una struttura profonda fatta di ricordi, situazioni, immagini, suoni, emozioni.

Quando desideriamo comunicare le nostre esperienze attraverso il linguaggio queste subiscono delle trasformazioni, l’insieme delle nostre parole nel descrivere la struttura profonda dell’esperienza diventano una sorta di traduzione chiamata struttura superficiale.

Esempio di struttura superficiale:

Giulio ha preso un cane.

Esempio di struttura profonda:

Giulio ieri è andato al canile e dopo aver cercato a lungo tra i box ha visto un piccolo e bellissimo cane bianco che ha ribattezzato Spike e Giulio tutto contento ha portato Spike con se a casa.

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Ricapitolando , quando una persona parla filtra gran parte della struttura profonda trasformandola in frasi e creando la struttura superficiale, il più delle volte questo avviene in maniera del tutto inconscia poichè è un meccanismo di “risparmio energetico” e “protezione” che mette in atto il nostro cervello.

In alcuni casi questo tipo di modifiche linguistiche possono generare delle limitazioni a livello comportamentale dando origine anche alle nostre convinzioni o credenze.

Le convinzioni sono create e soprattutto alimentate dalle nostre parole quindi le convinzioni senza il nostro linguaggio non esisterebbero.

Il nostro linguaggio è generato dalla sequenza di parole, suoni o gesti, esso vive attraverso tre filtri e questi filtri sono chiamati generalizzazioni, cancellazioni e distorsioni.

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Le nostre convinzioni non rimarrebbero tali se noi evitassimo di alimentarle attraverso il nostro linguaggio, ecco perchè la conoscenza e l’utilizzo della la linguistica e soprattutto della Programmazione Neuro Linguistica gioca un ruolo così importante per coach, counselor e psicoterapeuti.

Ci sono persone che sbagliano o falliscono più volte ma nella loro struttura superficiale non vi è traccia di frasi del tipo: “non ce la posso fare”, “sbaglio sempre”, “non ci riuscirò’ mai”.

Il fatto di prendere consapevolezza e trasformare la struttura superficiale gli permette di influenzare anche la struttura profonda. I loro schemi linguistici rimangono funzionali evitando loro di precludersi nuove esperienze riprovandoci nuovamente.

Una delle tante applicazioni della Programmazione Neuro Linguistica è che attraverso il lavoro sulla struttura superficiale possiamo lavorare anche sulla struttura profonda riprogrammando la nostra esperienza e liberandoci da credenze e catene limitanti.

Per aiutare le persone a lavorare sulla struttura superficiale e profonda ci sono schemi linguistici predefiniti che servono a far recuperare parti cancellate, distorte o e funzionali e aiutano le persone a ripristinare la struttura superficiale e profonda arricchendola nuovamente ove ci sono state delle cancellazioni, distorsioni o generalizzazioni che hanno generato problemi.

Esempio di struttura profonda:

L’anno scorso al campionato ho perso due partite importanti.

Esempio di struttura superficiale con generalizzazione:

Non vincerò mai il campionato

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Valori ed emozioni nello storytelling

Siamo alle soglie di una nuova epoca storica in cui alla parola scritta succederà l’immagine.” E.Gombrich “

Le nostre esperienze soggettive indicano che il gradimento di ciò che osserviamo dipende dal modo in cui processiamo le informazioni, dalle preferenze sensoriali, dal nostro vissuto, da fattori culturali, ambientali sociali.

Se dobbiamo vendere un prodotto oppure fare propaganda politica o semplicemente diffondere un’informazione vi sono alcune cose da tenere presente in relazione al nostro fine ultimo, il fine ultimo di una pubblicità non è quello di piacere bensì quello di rimanere impressa e di generare emozioni ecco perche’ si ricorre allo Storytelling.

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Pensate alle pubblicità della Barilla o del Mulino Bianco, raccontano di famiglie unite, tavoli apparecchiati e sorrisi, profumi conosciuti che richiamano ricordi legati alla nostra cultura, sapori che emozionano, insomma dove c’è Barilla c’è casa giusto? Questo tipo di pubblicità non mostra solo un prodotto ma racconta una storia, lo storytelling non è solo verbale, il messaggio predominante è visivo, pertanto il messaggio principale viene veicolato attraverso immagini che hanno un unico vero obiettivo cioè quello di narrare ed emozionare chi le osserva.

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Nulla di meglio per comunicare un brand, attraverso la comprensione di ciò’ che accade dentro di noi quando osserviamo questo tipo di pubblicità possiamo capire in che modo lo storytelling apra la porta del nostro cuore, noi non abbiamo sempre necessità di capire razionalmente, a volte abbiamo solo bisogno di sentire emotivamente . I racconti convincono perché ci coinvolgono.

I racconti descrivono i valori del brand e ci permettono di condividere questi valori, quasi inconsciamente. I racconti inoltre ci permettono di tornare bambini, in quella dimensione in cui mentre ci raccontavano una favola costruivamo mille immagini e vivevamo colorate emozioni.

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Dove non arrivano le parole, arriva l’immagine.

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Credenze limitanti come scovarle

Ognuno di noi ha sviluppato fin da quando era bambino  credenze sulle proprie capacità e anche su quelle degli altri, le credenze influiscono sul nostro atteggiamento e sul nostro potenziale, creando un gap tra ciò che siamo realmente ed i risultati che otteniamo in ogni ambito della nostra vita. Possiamo suddividerle in Credenze Personali e Credenze Esterne o Collettive.

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Le Credenze Personali corrispondono a tutti quei momenti in cui abbiamo pronunciato la famosa frase “non ce la farò mai”, “non sono all’altezza” ,”non è per me”, “ho sempre perso”, insomma tutte le volte in cui ci siamo messi i bastoni tra le ruote da soli prima ancora di provare a fare qualcosa. Le credenze personali limitanti sono generate dall’insieme delle nostre esperienze vissute come fallimenti, il fallimento ci porta ad attivare un meccanismo di autodifesa ed ecco che reagiamo pronunciando queste frasi, altre volte invece reagiamo come nella favola della volpe e l’uva fingendo disinteresse qualora il nostro obiettivo venga mancato. Prendere coscienza di questi comportamenti è il primo passo verso il cammino di consapevolezza e di sviluppo del proprio potenziale.

Altro sono le Credenze Collettive, hanno origine dal tipo di cultura, dal tipo di istruzione ricevuta, dalla religione e dai luoghi comuni o modi di dire che vengono spesso pronunciati come rappresentazione di una verità inconfutabile.

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Senza scendere troppo nello specifico degli insegnamenti religiosi e delle loro interpretazioni e cambiamenti negli anni oppure ai tipi di educazione ricevuta possiamo pensare ai semplici modi di dire o luoghi comuni che fanno parte della collettività .

Pensiamo ad esempio al: “Chi si accontenta gode”, “Le donne non sanno guidare”, “Chi troppo vuole nulla stringe” ci insegnano che per essere felici bisogna accontentarsi oppure che le donne non possono diventare piloti, se li facciamo diventare i nostri mantra sicuramente di fronte ad un possibile successo retrocederemo per paura che non sia fatto per noi. Altri invece ci insegnano e ci invitano ad agire, ad imparare e ci spronano al cambiamento come ad esempio: “C’e’ sempre una prima volta”, “Chi non risica non rosica”.

Il “mia nonna diceva sempre…” spesso aleggia dentro di noi in maniera del tutto inconscia ed è per questo motivo che anche le parole hanno una grande importanza perché esse hanno il potere di generare credenze che possono essere potenzianti o depotenzianti influenzando la nostra vita senza che noi ce ne accorgiamo.

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Quello che possiamo fare dopo aver individuato le nostre principali credenze limitanti derivanti dal tipo di educazione, dalla religione, dal vissuto, e dai mantra è riflettere sui mancati successi che hanno generato. Questo ci porta ad associare dolore alla vecchia credenza e ci aiuta a risolvere in parte la situazione. Spesso con l’aiuto di un coach possiamo indagare su quelle credenze che credevamo di non avere, e fare nostre credenze potenzianti.

Riflettere sugli insuccessi pregressi di chi poi ce l’ha fatta è molto istruttivo, possiamo farlo leggendo libri di personaggi famosi che nonostante innumerevoli sfide o fallimenti hanno raggiunto il loro successo.

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Pensate solamente a Steve Jobs, oppure a Soichiro Honda, queste persone hanno vissuto grandi momenti di crisi, grandi fallimenti e tradimenti ma nonostante ciò non hanno fatto proprie queste credenze limitanti, credo che Steve Jobs abbia preso in considerazione meno il “chi si accontenta gode” ed abbia fatto suo il “chi non risica non rosica”. Un’altro bellissimo esempio di persona di successo che si prodiga per aiutare gli altri è Simona Atzori.

Simona ti travolge con la sua energia e il suo bellissimo sorriso; ballerina , pittrice, scrittrice e coach. Simona è nata con una grave malformazione ed è un esempio di successo per tutte quelle persone che credono di non potercela fare. Ho parlato con Simona qualche anno fa durante un corso, ci siamo scambiate giusto due parole e vi posso garantire che vicino a lei ci si sente come vicino ad un gigante per quanta forza ed energia trasmette agli altri e per l’amore e l’entusiasmo che mette in tutto quello che fa.

Il mio consiglio è di trovare le vostre credenze limitanti ed individuare la fonte di provenienza, fintanto che le credenze saranno presenti le vostre azioni verso gli obiettivi prefissati potranno risultare vani, ecco perché serve consapevolezza di che cosa ci influenza o ci ha influenzato in questi anni, i fatti o le persone che incontriamo giocano anch’essi un grandissimo ruolo su ciò che pensiamo di poter o non poter ottenere. circondatevi di persone che credono in voi e che vi supportino e vi aiutino a diventare la versione migliore di voi stessi.

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Immagine VS Identità

Quando si pensa alla Comunicazione Non Verbale si pensa subito a serie televisive, bugiardi smascherati, colpevoli fregati da una smorfia in più, tendiamo ad amare i dettagli nella televisione mentre non ci accorgiamo che la comunicazione non verbale fa parte di ogni singolo momento del nostro quotidiano. Influenza le nostre relazioni, il nostro umore i nostri pensieri.

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La nostra fisiologia è un tutt’uno con il nostro subconscio, il dialogo è bidirezionale ossia il nostro subconscio comunica attraverso la fisiologia ma “udite udite” possiamo comunicare con lui anche in senso inverso.

Il nostro corpo è la magica chiave per stimolare e guidare la nostra mente, avete mai notato che le persone tristi tendono ad usare posizioni ricurve, ad essere apatiche e pigre e a curare poco la propria immagine? Quando una persona è triste spesso non ha voglia né di fare sport, né di andare dal parrucchiere o di curare il proprio abbigliamento, salvo rare eccezioni.

Cosa accadrebbe se invece queste persone iniziassero a praticare assiduamente sport e a curare di più se stesse? Si sentirebbero meglio, si vedrebbero più belle, il corpo sarebbe più reattivo, il dialogo interno inizierebbe a cambiare, il loro focus molto probabilmente si sposterebbe dai problemi alle soluzioni e la tristezza piano piano se ne andrebbe.

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Quando mi domandano perchè ho scelto di affiancare al mio lavoro di Consulente d’Immagine a quello di Life Coach ricordo che il percorso di Coaching ha anche a che fare con con la l’Identità delle persone e che l’identità percepita a volte non risulta congruente con ciò che mostra lo specchio, non perchè lo dico io ma perchè lo affermano i clienti durante sessioni dicendomi che vorrebbero anche “vedersi diversi”.

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Per alcune persone questi cambiamenti avvengono in maniera naturale, altre persone invece hanno bisogno di aiuto ed ecco che la consulenza d’immagine può servire ad accelerare questa unione tra interno ed esterno, tra l’identità percepita e quella che si manifesta. A volte basta poco, solo individuare i punti di forza della fisicità o i colori più adatti per far si che il/la cliente inizi ad acquistare più sicurezza in se stesso/a, e anche se si lavora in superficie in realtà è un lavoro molto più profondo di quanto si creda.

Quanti di noi quando immaginando la versione migliore di se stessi si vedono in tuta e quanti invece con un bell’abito? Pensiamo davvero che ciò che indossiamo non influisca sul nostro umore e sulle nostre giornate? Pensiamo davvero che l’outfit sul posto di lavoro non abbia nulla a che fare con il nostro successo ed i nostri risultati?

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Ancor prima di aprire bocca le persone si sono già fatte un’idea di noi attraverso la nostra immagine, questo processo giudicante purtroppo entra in azione in maniera del tutto inconscia e per fare in modo che l’idea che ci siamo creati di una persona cambi impieghiamo molto tempo.

La comunicazione non verbale è molto importante anche per il fatturato di un’ attività e poichè essa è fatta da persone forse dovremmo iniziare a domandarci in che modo stiamo migliorando il modo di comunicare con i clienti anche attraverso la nostra immagine.

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Less is more

Hai presente quella sensazione di quando hai l’armadio pieno zeppo di vestiti ma non sai cosa indossare? Questo capita quando si hanno le idee poco chiare sulla nostra fisicità, sulle occasioni d’uso e sui colori. In genere le persone non hanno ben chiaro il modo in cui si accostano i colori e quello che dovrebbero indossare per valorizzare la propria immagine, pertanto, un armadio pieno di “cose a caso” non serve a nulla.

Ecco perchè quando si fa un cambio di stagione sarebbe utile farlo insieme ad una consulente d’immagine, perchè meglio ridurre la quantità di capi che non ci appartengono oppure aggiungerne altri o acquistare accessori che possano reinventare capi che già possediamo, liberando spazio, organizzandolo e tenendo solo ciò che ci valorizza veramente.

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Non sto parlando di moda di stagione e del capo che spopola ma di capire attraverso la consulenza d’immagine quello che possiamo eliminare e quello che dovremmo integrare nel nostro nuovo e bellissimo guardaroba.

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Ecco perchè dobbiamo fare scelte consapevoli e non farci trarre in inganno dalle pubblicità. Una consulenza d’immagine può aiutarci anche per capire che tipo di abbigliamento acquistare per un determinato evento, i colori da accostare, le forme, i tagli, i tessuti e gli accessori più indicati.


Consulenza D'immagine
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Viene dunque da pensare che lo shopping diventi più difficile, in realtà è l’esatto contrario, dopo la consulenza d’immagine entrerai in un negozio di abbigliamento con le idee molto chiare su ciò che vuoi e risparmiando tempo e soldi, inoltre facendo shopping ti accorgerai della magia degli accostamenti, ti sentirai più sicura e ancora più bella.

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La stagione del successo.

Ebbene si, siamo arrivati all’articolo dedicato alle stagioni e all’ armocromia, perchè è inevitabile se si tratta di iniziare a volersi bene voler migliorare la propria immagine. All’interno di una consulenza d’immagine l’’analisi cromatica ci permette di individuare i colori amici suddividendoli in stagioni di appartenenza.

Chi non farà la consulenza e l’analisi cromatica si dovrà accontentare di andar per tentativi e perdere un sacco di tempo e soldi negli acquisti sbagliati. Ci sono andata pesante, mi dispiace ma, se hai voglia di dare un pò più di importanza are stessa/o e soprattutto vuoi valorizzare la tua immagine il test dell’armocromia devi assolutamente farlo.

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Se pensavi di fare in autonomia o improvvisare lascia perdere, anche i consulenti d’immagine si fanno fare l’analisi cromatica da altri professionisti, inoltre servono strumenti ed una procedura specifica per capire quali sono i colori che se indossati ti renderanno più bella/o giovane e unica.

Scordati di fare il test cromatico online, se te lo propongono evita, non è fattibile e butteresti i tuoi soldi.

Adesso ti spiego cosa accadrà dopo che sarai andata o andato da una consulente d’immagine e dopo aver fatto l’analisi cromatica, prima di tutto rimarrai sorpresa/o perchè certi colori non avresti mai immaginato che potessero starti bene, ti accorgerai anche che non tutti i verdi o blu o bianchi ti sono amici e vedrai riflessa sul tuo volto la differenza che passa tra un verde menta o un verde salvia. Saprai quali accessori, trucchi capi comprare a colpo sicuro e quali evitare come la peste.

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Imparerai che alcuni colori ti possono stare quasi bene ma quando li indossi ti rubano la scena facendoti passare in secondo piano. Voglio farti un esempio, c’è una persona che conosco, una donna molto bella e che stimo tantissimo come professionista del mondo della crescita personale, qualche anno fa ha pubblicato un libro, purtroppo nella foto in cui è ritratta in copertina lei passa totalmente in secondo piano, il suo abito è di un colore molto acceso che, non essendo nella sua palette colori non le dona e soprattutto il suo volto che dovrebbe essere il suo biglietto da visita risulta di un’incarnato spento ed addirittura lei appare invecchiata. Accorgersi prima di questi errori ci permetterebbe, come in questo caso, di vendere più copie di un libro.

 La palette colori è di fondamentale importanza se ti occupi di immagine, in fondo ti faresti consigliare un’abito o un taglio di capelli o anche solo uno smalto da una persona vestita male o con lo smalto rovinato? Io credo di no.

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Più abbiamo visibilità più dovremmo curare la nostra immagine e non importa se la nostra immagine non appare sulla copertina di un libro, se anche abbiamo un’attività che ci mette a contatto con clienti dovremmo iniziare a ragionare sul fatto che l’immagine giusta si traduce anche in maggior fatturato.

La consulenza d’immagine completa o anche anche solo l’analisi cromatica ti permette inoltre di acquistare meno e meglio, di risparmiare soldi e tempo e di scegliere sempre i capi che ti valorizzano.

Provare per credere!

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Da Aristotele a Sherlock: un viaggio negli indizi che parlano di noi.

Quante volte mi è capitato di pensare: “quella faccia non mi convince”, scommetto che sia capitato anche a te. La PNL mi ha insegnato poi ad osservare le persone le cose e le situazioni in maniera oggettiva per permettere di analizzale senza anteporre giudizio.

Ovviamente le persone hanno una storia, provano emozioni e questa storia e queste emozioni vengono narrate in ogni momento e rappresentate attraverso le parole, i gesti, gli abiti, le posture e tanti altri dettagli, tuttavia la nostra osservazione deve essere il più possibile neutrale per accogliere la narrazione senza influenzarne la lettura con la nostra parte giudicante.

Questa è la parte più difficile poichè siamo comunque influenzati dai nostri filtri e quindi spesso giudicanti attraverso la nostra mappa mentale.

Negli ultimi anni abbiamo visto il successo di alcune serie televisive come Sherlock, interpretato dall’attore Benedict Cumberbatch, serie nata dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, dove ovviamente Sherlock si concentra e capta informazioni (esageratamente dettagliate) da alcuni segni distintivi come l’abbigliamento, segni sulla pelle, parole ed altri dettagli per definire tratti psicologici, stile di vita e abitudini del soggetti osservati.

Se Sherlock ti sembra un pò troppo esagerato leggi allora qua sotto cosa pensava Aristotele in merito ai segni distintivi.

«È possibile inferire il carattere dalle sembianze, se si dà per assodato che il corpo e l’anima vengono cambiati assieme da influenze naturali: dico ‘naturali’ perché se forse, apprendendo la musica, un uomo fa qualche cambiamento alla sua anima, questa non è una di quelle influenze che sono per noi naturali; piuttosto faccio riferimento a passioni e desideri quando parlo di emozioni naturali. Se quindi questo è accettato e anche il fatto che per ogni cambiamento c’è un segno corrispondente, e possiamo affermare l’influenza e il segno adeguati ad ogni specie di animale, saremmo in grado di inferire il carattere dalle sembianze.»

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In seguito nel 1600 circa Thomas Browne scrittore, filosofo e studioso di Fisiognomica scriveva così:

«Poiché il sopracciglio spesso dice il vero, poiché occhi e nasi hanno la lingua, e l’aspetto proclama il cuore …spesso osserviamo che persone con tratti simili compiono azioni simili. Su questo si basa la fisiognomica…»

Sicuramente oggi sarebbe facile fregare Thomas Browne, basterebbe un trucco accurato, un microblanding alle sopracciglia oppure punture con filler vari per modificate i tratti del nostro volto.

Tuttavia, senza dover necessariamente incorrere in filler di vario tipo, questo ci serva per capire che “si comunica sempre”.

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Nella testa come nel cuore

E’ stato confermato da diversi psicoterapeuti che ogni volta che c’è una rottura in una relazione o un cambiamento importante tendiamo a modificare qualcosa nel nostro corpo.

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Come Life Coach conosco perfettamente il collegamento tra la mente e corpo.

Nella cultura occidentale abbiamo sempre tentato di scindere le due cose in realtà il nostro corpo continua a comunicare incessantemente, volontariamente o no, tutte le nostre emozioni.

Ecco perché non si può non osservare qualcuno senza farsi qualche domanda o incorrere in qualche giudizio sul carattere e sul vissuto di una persona, lo facciamo spesso senza accorgercene ed altre volte invece con la volontà di indagare o di esprimere un giudizio.

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Di fronte alle nostre più intime emozioni dunque il nostro corpo risponde, rifiorisce, si ribella, si trasforma. I primi di solito a sortire una nuova trasformazione sono i capelli e la barba, colorazioni, tagli e decolorazioni fungono come catalizzatore per un cambiamento che deve avvenire in fretta, andare dal parrucchiere/barbiere è per ogni donna o uomo un rituale terapeutico.

La barba e i capelli sono i nostri “capi” preferiti, ogni tanto ci stufiamo di portarli così come sono e vorremmo cambiare qualcosa, tuttavia per molte persone sono identità, senza quel taglio non sarebbero più loro, pensate ad esempio al taglio di Raffaella Carrà, lo ha adottato nel 1970 e non l’ha più cambiato, strategia di marketing sulla riconoscibilità o no, lei è sempre stata vincente e regina indiscussa della televisione con il suo bel caschetto biondo.

Analizzando il significato psicologico che c’è dietro ai cambi d’immagine o al mantenimento del proprio look possiamo dire che:

Tagliare i capelli : se la scelta è drastica molto probabilmente il cambiamento in atto è importante, molto probabilmente una rottura in amore, di sicuro c’è qualcosa che deve essere eliminato dalla propria vita.

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Capelli biondi: voglia di colpire nel segno senza farsi notare, seducenti e raffinati, di solito le donne bionde vengono considerate più frivole, seducenti ma meno affidabili.

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Capelli neri: forte e seduttrice la donna dai capelli neri, una vera passionale, dominatrice e amante del sesso. Così pare anche nelle favole, di solito la donna dai capelli neri era la strega ammaliatrice.

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Capelli castani: considerate le più affidabili, una colorazione castana a seguito di un cambiamento drastico forse la vedremo di rado, è un po un ritorno alla normalità e alla quiete.

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Capelli rossi: per chi non sopporta il biondo e vuole una buona dose di energia, danno sempre un senso di ribellione i capelli rossi specialmente se sono rosso acceso, le donne dai capelli rossi sono considerate quelle che rompono gli schemi, istintuali e libere, anticonvenzionali a tratti romantiche e passionali. I mogano di solito viaggiano su altri binari, donne sicure e molto più tranquille, spesso un colore che viene scelto più avanti con gli anni.

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Barba lunga: tipica dell’uomo maturo, dona un’aria rassicurante, forse perchè ci ricorda il Caro Babbo Natale che da bambini ci portava i doni, la vediamo spesso nello stile hipster, in questo caso deve essere molto, molto curata.

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Baffi : affascinanti e stravaganti, a tratti estrosi.

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Barba corta: uomo molto curato e alla moda, la barba corta dona all’uomo che la cura un’aria di rilassatezza.

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