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Linguistica e Psiche

La somma delle esperienze di ogni singola persona crea una struttura profonda fatta di ricordi, situazioni, immagini, suoni, emozioni.

Quando desideriamo comunicare le nostre esperienze attraverso il linguaggio queste subiscono delle trasformazioni, l’insieme delle nostre parole nel descrivere la struttura profonda dell’esperienza diventano una sorta di traduzione chiamata struttura superficiale.

Esempio di struttura superficiale:

Giulio ha preso un cane.

Esempio di struttura profonda:

Giulio ieri è andato al canile e dopo aver cercato a lungo tra i box ha visto un piccolo e bellissimo cane bianco che ha ribattezzato Spike e Giulio tutto contento ha portato Spike con se a casa.

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Ricapitolando , quando una persona parla filtra gran parte della struttura profonda trasformandola in frasi e creando la struttura superficiale, il più delle volte questo avviene in maniera del tutto inconscia poichè è un meccanismo di “risparmio energetico” e “protezione” che mette in atto il nostro cervello.

In alcuni casi questo tipo di modifiche linguistiche possono generare delle limitazioni a livello comportamentale dando origine anche alle nostre convinzioni o credenze.

Le convinzioni sono create e soprattutto alimentate dalle nostre parole quindi le convinzioni senza il nostro linguaggio non esisterebbero.

Il nostro linguaggio è generato dalla sequenza di parole, suoni o gesti, esso vive attraverso tre filtri e questi filtri sono chiamati generalizzazioni, cancellazioni e distorsioni.

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Le nostre convinzioni non rimarrebbero tali se noi evitassimo di alimentarle attraverso il nostro linguaggio, ecco perchè la conoscenza e l’utilizzo della la linguistica e soprattutto della Programmazione Neuro Linguistica gioca un ruolo così importante per coach, counselor e psicoterapeuti.

Ci sono persone che sbagliano o falliscono più volte ma nella loro struttura superficiale non vi è traccia di frasi del tipo: “non ce la posso fare”, “sbaglio sempre”, “non ci riuscirò’ mai”.

Il fatto di prendere consapevolezza e trasformare la struttura superficiale gli permette di influenzare anche la struttura profonda. I loro schemi linguistici rimangono funzionali evitando loro di precludersi nuove esperienze riprovandoci nuovamente.

Una delle tante applicazioni della Programmazione Neuro Linguistica è che attraverso il lavoro sulla struttura superficiale possiamo lavorare anche sulla struttura profonda riprogrammando la nostra esperienza e liberandoci da credenze e catene limitanti.

Per aiutare le persone a lavorare sulla struttura superficiale e profonda ci sono schemi linguistici predefiniti che servono a far recuperare parti cancellate, distorte o e funzionali e aiutano le persone a ripristinare la struttura superficiale e profonda arricchendola nuovamente ove ci sono state delle cancellazioni, distorsioni o generalizzazioni che hanno generato problemi.

Esempio di struttura profonda:

L’anno scorso al campionato ho perso due partite importanti.

Esempio di struttura superficiale con generalizzazione:

Non vincerò mai il campionato

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coaching

Credenze limitanti come scovarle

Ognuno di noi ha sviluppato fin da quando era bambino  credenze sulle proprie capacità e anche su quelle degli altri, le credenze influiscono sul nostro atteggiamento e sul nostro potenziale, creando un gap tra ciò che siamo realmente ed i risultati che otteniamo in ogni ambito della nostra vita. Possiamo suddividerle in Credenze Personali e Credenze Esterne o Collettive.

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Le Credenze Personali corrispondono a tutti quei momenti in cui abbiamo pronunciato la famosa frase “non ce la farò mai”, “non sono all’altezza” ,”non è per me”, “ho sempre perso”, insomma tutte le volte in cui ci siamo messi i bastoni tra le ruote da soli prima ancora di provare a fare qualcosa. Le credenze personali limitanti sono generate dall’insieme delle nostre esperienze vissute come fallimenti, il fallimento ci porta ad attivare un meccanismo di autodifesa ed ecco che reagiamo pronunciando queste frasi, altre volte invece reagiamo come nella favola della volpe e l’uva fingendo disinteresse qualora il nostro obiettivo venga mancato. Prendere coscienza di questi comportamenti è il primo passo verso il cammino di consapevolezza e di sviluppo del proprio potenziale.

Altro sono le Credenze Collettive, hanno origine dal tipo di cultura, dal tipo di istruzione ricevuta, dalla religione e dai luoghi comuni o modi di dire che vengono spesso pronunciati come rappresentazione di una verità inconfutabile.

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Senza scendere troppo nello specifico degli insegnamenti religiosi e delle loro interpretazioni e cambiamenti negli anni oppure ai tipi di educazione ricevuta possiamo pensare ai semplici modi di dire o luoghi comuni che fanno parte della collettività .

Pensiamo ad esempio al: “Chi si accontenta gode”, “Le donne non sanno guidare”, “Chi troppo vuole nulla stringe” ci insegnano che per essere felici bisogna accontentarsi oppure che le donne non possono diventare piloti, se li facciamo diventare i nostri mantra sicuramente di fronte ad un possibile successo retrocederemo per paura che non sia fatto per noi. Altri invece ci insegnano e ci invitano ad agire, ad imparare e ci spronano al cambiamento come ad esempio: “C’e’ sempre una prima volta”, “Chi non risica non rosica”.

Il “mia nonna diceva sempre…” spesso aleggia dentro di noi in maniera del tutto inconscia ed è per questo motivo che anche le parole hanno una grande importanza perché esse hanno il potere di generare credenze che possono essere potenzianti o depotenzianti influenzando la nostra vita senza che noi ce ne accorgiamo.

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Quello che possiamo fare dopo aver individuato le nostre principali credenze limitanti derivanti dal tipo di educazione, dalla religione, dal vissuto, e dai mantra è riflettere sui mancati successi che hanno generato. Questo ci porta ad associare dolore alla vecchia credenza e ci aiuta a risolvere in parte la situazione. Spesso con l’aiuto di un coach possiamo indagare su quelle credenze che credevamo di non avere, e fare nostre credenze potenzianti.

Riflettere sugli insuccessi pregressi di chi poi ce l’ha fatta è molto istruttivo, possiamo farlo leggendo libri di personaggi famosi che nonostante innumerevoli sfide o fallimenti hanno raggiunto il loro successo.

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Pensate solamente a Steve Jobs, oppure a Soichiro Honda, queste persone hanno vissuto grandi momenti di crisi, grandi fallimenti e tradimenti ma nonostante ciò non hanno fatto proprie queste credenze limitanti, credo che Steve Jobs abbia preso in considerazione meno il “chi si accontenta gode” ed abbia fatto suo il “chi non risica non rosica”. Un’altro bellissimo esempio di persona di successo che si prodiga per aiutare gli altri è Simona Atzori.

Simona ti travolge con la sua energia e il suo bellissimo sorriso; ballerina , pittrice, scrittrice e coach. Simona è nata con una grave malformazione ed è un esempio di successo per tutte quelle persone che credono di non potercela fare. Ho parlato con Simona qualche anno fa durante un corso, ci siamo scambiate giusto due parole e vi posso garantire che vicino a lei ci si sente come vicino ad un gigante per quanta forza ed energia trasmette agli altri e per l’amore e l’entusiasmo che mette in tutto quello che fa.

Il mio consiglio è di trovare le vostre credenze limitanti ed individuare la fonte di provenienza, fintanto che le credenze saranno presenti le vostre azioni verso gli obiettivi prefissati potranno risultare vani, ecco perché serve consapevolezza di che cosa ci influenza o ci ha influenzato in questi anni, i fatti o le persone che incontriamo giocano anch’essi un grandissimo ruolo su ciò che pensiamo di poter o non poter ottenere. circondatevi di persone che credono in voi e che vi supportino e vi aiutino a diventare la versione migliore di voi stessi.

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Immagine VS Identità

Quando si pensa alla Comunicazione Non Verbale si pensa subito a serie televisive, bugiardi smascherati, colpevoli fregati da una smorfia in più, tendiamo ad amare i dettagli nella televisione mentre non ci accorgiamo che la comunicazione non verbale fa parte di ogni singolo momento del nostro quotidiano. Influenza le nostre relazioni, il nostro umore i nostri pensieri.

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La nostra fisiologia è un tutt’uno con il nostro subconscio, il dialogo è bidirezionale ossia il nostro subconscio comunica attraverso la fisiologia ma “udite udite” possiamo comunicare con lui anche in senso inverso.

Il nostro corpo è la magica chiave per stimolare e guidare la nostra mente, avete mai notato che le persone tristi tendono ad usare posizioni ricurve, ad essere apatiche e pigre e a curare poco la propria immagine? Quando una persona è triste spesso non ha voglia né di fare sport, né di andare dal parrucchiere o di curare il proprio abbigliamento, salvo rare eccezioni.

Cosa accadrebbe se invece queste persone iniziassero a praticare assiduamente sport e a curare di più se stesse? Si sentirebbero meglio, si vedrebbero più belle, il corpo sarebbe più reattivo, il dialogo interno inizierebbe a cambiare, il loro focus molto probabilmente si sposterebbe dai problemi alle soluzioni e la tristezza piano piano se ne andrebbe.

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Quando mi domandano perchè ho scelto di affiancare al mio lavoro di Consulente d’Immagine a quello di Life Coach ricordo che il percorso di Coaching ha anche a che fare con con la l’Identità delle persone e che l’identità percepita a volte non risulta congruente con ciò che mostra lo specchio, non perchè lo dico io ma perchè lo affermano i clienti durante sessioni dicendomi che vorrebbero anche “vedersi diversi”.

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Per alcune persone questi cambiamenti avvengono in maniera naturale, altre persone invece hanno bisogno di aiuto ed ecco che la consulenza d’immagine può servire ad accelerare questa unione tra interno ed esterno, tra l’identità percepita e quella che si manifesta. A volte basta poco, solo individuare i punti di forza della fisicità o i colori più adatti per far si che il/la cliente inizi ad acquistare più sicurezza in se stesso/a, e anche se si lavora in superficie in realtà è un lavoro molto più profondo di quanto si creda.

Quanti di noi quando immaginando la versione migliore di se stessi si vedono in tuta e quanti invece con un bell’abito? Pensiamo davvero che ciò che indossiamo non influisca sul nostro umore e sulle nostre giornate? Pensiamo davvero che l’outfit sul posto di lavoro non abbia nulla a che fare con il nostro successo ed i nostri risultati?

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Ancor prima di aprire bocca le persone si sono già fatte un’idea di noi attraverso la nostra immagine, questo processo giudicante purtroppo entra in azione in maniera del tutto inconscia e per fare in modo che l’idea che ci siamo creati di una persona cambi impieghiamo molto tempo.

La comunicazione non verbale è molto importante anche per il fatturato di un’ attività e poichè essa è fatta da persone forse dovremmo iniziare a domandarci in che modo stiamo migliorando il modo di comunicare con i clienti anche attraverso la nostra immagine.

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Caro lettore…

Ho deciso di scrivere questo blog per tenerti aggiornato su quello che faccio e sulle tendenze del mondo della comunicazione, dell’immagine e della moda.

Lo faccio per guidarti in questa dimensione fatta di crescita personale, benessere e bellezza in cui tutto è in movimento e si arricchisce di giorno in giorno di nuovi contenuti.

Utilizzerò questo blog come se fosse il mio diario su cui fissare riflessioni, idee, lispirazioni, mantra, consigli, immagini evocative e soprattutto tutto ciò che è legato alla comunicazione attraverso la nostra immagine.

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Pussy Bow Trend

Che tu sia romantica o no, quest’anno la devi indossare almeno una volta.

Ribattezzata “Pussy Bow Blouse”, il nome è alquanto particolare, per noi è “la camicia col fiocco” poi “camicia da micia”.

Tanto amata e tanto discussa per il suo nome allusivo la camicia da allacciare al collo corre sul filo tra Bon Ton e Bohémienne, il suo secondo nome rievoca sia il sesso delle donne che i collarini indossati dalle gattine .

Se non ne avete una nell’armadio ma avete nastri colorati potete sbizzarrirvi ad infiocchettare le vostre belle camicie dando un tocco di femminilità al vostro look che in questo caso dovrebbe rimanere il più possibile minimal poiché il focus point deve rimanere il fiocco.

Cosa comunicherai indossandola: femminilità, raffinatezza e creatività.