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Linguaggio ed esperienza

Hai mai pensato a quanto potere hanno le parole che pronunci? Quanto cambiano la percezione della realtà le giuste parole, pronunciate al momento giusto, utilizzando il giusto ordine?

“OGGI C’E’ IL SOLE MA DOMANI PIOVERA’ “

e’ molto diverso da :

“OGGI C’E’ IL SOLE ANCHE SE DOMANI PIOVERA’ “

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Se nella prima frase il nostro focus viene spostato sulla seconda parte ossia : “DOMANI PIOVERA'” nella seconda frase il focus è sulla prima parte ossia sul fatto che : “OGGI C’E’ IL SOLE”.

Dettagli?

Per chi non conosce la Programmazione Neuro Linguistica forse si, questo “incorniciamento” linguistico genera una grande differenza in termini di interpretazione e percezione della realtà’ generando l’attitudine ad un focus positivo.

Poiché una cornice psicologica viene espressa attraverso una cornice linguistica, cosi’ anche la cornice linguistica riesce ad influenzare la cornice psicologica, pertanto modificando alcune parole andremo a spostare il focus e a dirigere l’attenzione su un’aspetto potenziante piuttosto che su un’aspetto depotenziante.

Come è possibile trasformare il nostro linguaggio per generare una diversa percezione, un diverso focus, una diversa attitudine nell’affrontare situazioni sfidanti?

Prima di imparare ad andare in bicicletta avrai avuto qualcuno che ti ha allenato oppure ti sarai sbucciato le ginocchia mille volte osservando gli altri che pedalavano, puoi scegliere se continuare a perdere tempo sbucciandoti le ginocchia oppure affidarti ad una professionista che ti allenerà nell’utilizzo della Programmazione Neuro Linguistica per la tua vita privata, per il lavoro, per lo sport, per lo studio, per comunicare efficacemente con i tuoi figli o con i tuoi clienti e soprattutto con te stesso!

Inizia ad allenarti insieme a me, compila questo modulo:

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Programmato per il successo o per il fallimento?

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Self Confidence e bisogni umani.

Sapevi che le persone che mentono sono di solito carenti di autostima, questo accade perchè hanno bisogno di un feedback positivo dagli altri perciò tendono a raccontare sempre la versione migliore di ciò che fanno, vivono, ottengono.

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Aldilà della soddisfazione di questi bisogni e quindi della ricerca del piacere c’è anche l’evitamento del dolore, il dolore causato dal timore del giudizio degli altri.

Il primo passo da fare verso la self confidence è prendere consapevolezza che gli errori, fallimenti o insuccessi non solo fanno fanno parte di un processo di crescita ma sono essi stessi parte integrante del successo.

Nel percorso di Coaching è fondamentale scoprire ciò che mina la nostra autostima, capire anche da cosa arrivano le credenze limitanti ci può aiutare a fare chiarezza e a trovare il modo di trasformarle in qualcosa di potenziante proprio come tirare fuori il diamante da un pezzo di carbone.

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Ogni giorno oscilliamo tra la ricerca del piacere e l’evitamento del dolore, il dolore non piace a nessuno ed ognuno di noi ricerca quotidianamente il piacere attraverso la soddisfazione dei bisogni umani.

E’ per questo che una buona Sef Confidence riporta alla soddisfazione di bisogni di importanza o di sicurezza in maniera quasi autonoma, qualora questo tipo di soddisfazione fosse invece riconducibile solo a fattori esterni le cose inizierebbero a complicarsi.

Un esempio è quello di evitare di mettersi in gioco per paura di sbagliare e venire giudicati, questo atteggiamento abbastanza comune diventa un problema se la paura del giudizio è più forte della spinta motivazionale verso ciò che desideriamo e che ci sta più a cuore, la paura del giudizio quindi genera maggior tensione e ci trattiene nella nostra zona di comfort bloccandoci tra piacere e dolore e generando un forte senso di frustrazione che si ripercuote sulla nostra autostima proprio come un serpente che si morde la coda.

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Molte persone non muovono un passo se non hanno la certezza assoluta che tutto quello che faranno andrà a buon fine attendendo che le cose diventino sicure, quindi andando a soddisfare il bisogno di sicurezza eviteranno di compiere azioni che potrebbero avere successo.

Come possiamo fare dunque ad aumentare la nostra self confidence e soddisfare contemporaneamente i nostri bisogni di sicurezza ed importanza bypassando la paura del giudizio?

Il coaching e la programmazione neuro linguistica hanno lo scopo di individuare quelli che sono sia gli schemi mentali che generano conflitto o scarsa autostima e le credenze limitanti attraverso l’ascolto attento del cliente, una volta individuati si estrapolano i bisogni del cliente e si inizia a trasformare ciò che non funziona in ciò che diventa potenziante. In questo lavoro di individuazione e trasformazione si va a dare un’ordine al caos e a riscoprire quelli che sono i bisogni e i valori che guidano le azioni, pertanto azioni di successo creeranno a loro volta pensieri potenzianti innescando un processo autorigenerante.

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Linguistica e Psiche

La somma delle esperienze di ogni singola persona crea una struttura profonda fatta di ricordi, situazioni, immagini, suoni, emozioni.

Quando desideriamo comunicare le nostre esperienze attraverso il linguaggio queste subiscono delle trasformazioni, l’insieme delle nostre parole nel descrivere la struttura profonda dell’esperienza diventano una sorta di traduzione chiamata struttura superficiale.

Esempio di struttura superficiale:

Giulio ha preso un cane.

Esempio di struttura profonda:

Giulio ieri è andato al canile e dopo aver cercato a lungo tra i box ha visto un piccolo e bellissimo cane bianco che ha ribattezzato Spike e Giulio tutto contento ha portato Spike con se a casa.

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Ricapitolando , quando una persona parla filtra gran parte della struttura profonda trasformandola in frasi e creando la struttura superficiale, il più delle volte questo avviene in maniera del tutto inconscia poichè è un meccanismo di “risparmio energetico” e “protezione” che mette in atto il nostro cervello.

In alcuni casi questo tipo di modifiche linguistiche possono generare delle limitazioni a livello comportamentale dando origine anche alle nostre convinzioni o credenze.

Le convinzioni sono create e soprattutto alimentate dalle nostre parole quindi le convinzioni senza il nostro linguaggio non esisterebbero.

Il nostro linguaggio è generato dalla sequenza di parole, suoni o gesti, esso vive attraverso tre filtri e questi filtri sono chiamati generalizzazioni, cancellazioni e distorsioni.

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Le nostre convinzioni non rimarrebbero tali se noi evitassimo di alimentarle attraverso il nostro linguaggio, ecco perchè la conoscenza e l’utilizzo della la linguistica e soprattutto della Programmazione Neuro Linguistica gioca un ruolo così importante per coach, counselor e psicoterapeuti.

Ci sono persone che sbagliano o falliscono più volte ma nella loro struttura superficiale non vi è traccia di frasi del tipo: “non ce la posso fare”, “sbaglio sempre”, “non ci riuscirò’ mai”.

Il fatto di prendere consapevolezza e trasformare la struttura superficiale gli permette di influenzare anche la struttura profonda. I loro schemi linguistici rimangono funzionali evitando loro di precludersi nuove esperienze riprovandoci nuovamente.

Una delle tante applicazioni della Programmazione Neuro Linguistica è che attraverso il lavoro sulla struttura superficiale possiamo lavorare anche sulla struttura profonda riprogrammando la nostra esperienza e liberandoci da credenze e catene limitanti.

Per aiutare le persone a lavorare sulla struttura superficiale e profonda ci sono schemi linguistici predefiniti che servono a far recuperare parti cancellate, distorte o e funzionali e aiutano le persone a ripristinare la struttura superficiale e profonda arricchendola nuovamente ove ci sono state delle cancellazioni, distorsioni o generalizzazioni che hanno generato problemi.

Esempio di struttura profonda:

L’anno scorso al campionato ho perso due partite importanti.

Esempio di struttura superficiale con generalizzazione:

Non vincerò mai il campionato

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Valori ed emozioni nello storytelling

Siamo alle soglie di una nuova epoca storica in cui alla parola scritta succederà l’immagine.” E.Gombrich “

Le nostre esperienze soggettive indicano che il gradimento di ciò che osserviamo dipende dal modo in cui processiamo le informazioni, dalle preferenze sensoriali, dal nostro vissuto, da fattori culturali, ambientali sociali.

Se dobbiamo vendere un prodotto oppure fare propaganda politica o semplicemente diffondere un’informazione vi sono alcune cose da tenere presente in relazione al nostro fine ultimo, il fine ultimo di una pubblicità non è quello di piacere bensì quello di rimanere impressa e di generare emozioni ecco perche’ si ricorre allo Storytelling.

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Pensate alle pubblicità della Barilla o del Mulino Bianco, raccontano di famiglie unite, tavoli apparecchiati e sorrisi, profumi conosciuti che richiamano ricordi legati alla nostra cultura, sapori che emozionano, insomma dove c’è Barilla c’è casa giusto? Questo tipo di pubblicità non mostra solo un prodotto ma racconta una storia, lo storytelling non è solo verbale, il messaggio predominante è visivo, pertanto il messaggio principale viene veicolato attraverso immagini che hanno un unico vero obiettivo cioè quello di narrare ed emozionare chi le osserva.

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Nulla di meglio per comunicare un brand, attraverso la comprensione di ciò’ che accade dentro di noi quando osserviamo questo tipo di pubblicità possiamo capire in che modo lo storytelling apra la porta del nostro cuore, noi non abbiamo sempre necessità di capire razionalmente, a volte abbiamo solo bisogno di sentire emotivamente . I racconti convincono perché ci coinvolgono.

I racconti descrivono i valori del brand e ci permettono di condividere questi valori, quasi inconsciamente. I racconti inoltre ci permettono di tornare bambini, in quella dimensione in cui mentre ci raccontavano una favola costruivamo mille immagini e vivevamo colorate emozioni.

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Dove non arrivano le parole, arriva l’immagine.

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Immagine VS Identità

Quando si pensa alla Comunicazione Non Verbale si pensa subito a serie televisive, bugiardi smascherati, colpevoli fregati da una smorfia in più, tendiamo ad amare i dettagli nella televisione mentre non ci accorgiamo che la comunicazione non verbale fa parte di ogni singolo momento del nostro quotidiano. Influenza le nostre relazioni, il nostro umore i nostri pensieri.

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La nostra fisiologia è un tutt’uno con il nostro subconscio, il dialogo è bidirezionale ossia il nostro subconscio comunica attraverso la fisiologia ma “udite udite” possiamo comunicare con lui anche in senso inverso.

Il nostro corpo è la magica chiave per stimolare e guidare la nostra mente, avete mai notato che le persone tristi tendono ad usare posizioni ricurve, ad essere apatiche e pigre e a curare poco la propria immagine? Quando una persona è triste spesso non ha voglia né di fare sport, né di andare dal parrucchiere o di curare il proprio abbigliamento, salvo rare eccezioni.

Cosa accadrebbe se invece queste persone iniziassero a praticare assiduamente sport e a curare di più se stesse? Si sentirebbero meglio, si vedrebbero più belle, il corpo sarebbe più reattivo, il dialogo interno inizierebbe a cambiare, il loro focus molto probabilmente si sposterebbe dai problemi alle soluzioni e la tristezza piano piano se ne andrebbe.

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Quando mi domandano perchè ho scelto di affiancare al mio lavoro di Consulente d’Immagine a quello di Life Coach ricordo che il percorso di Coaching ha anche a che fare con con la l’Identità delle persone e che l’identità percepita a volte non risulta congruente con ciò che mostra lo specchio, non perchè lo dico io ma perchè lo affermano i clienti durante sessioni dicendomi che vorrebbero anche “vedersi diversi”.

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Per alcune persone questi cambiamenti avvengono in maniera naturale, altre persone invece hanno bisogno di aiuto ed ecco che la consulenza d’immagine può servire ad accelerare questa unione tra interno ed esterno, tra l’identità percepita e quella che si manifesta. A volte basta poco, solo individuare i punti di forza della fisicità o i colori più adatti per far si che il/la cliente inizi ad acquistare più sicurezza in se stesso/a, e anche se si lavora in superficie in realtà è un lavoro molto più profondo di quanto si creda.

Quanti di noi quando immaginando la versione migliore di se stessi si vedono in tuta e quanti invece con un bell’abito? Pensiamo davvero che ciò che indossiamo non influisca sul nostro umore e sulle nostre giornate? Pensiamo davvero che l’outfit sul posto di lavoro non abbia nulla a che fare con il nostro successo ed i nostri risultati?

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Ancor prima di aprire bocca le persone si sono già fatte un’idea di noi attraverso la nostra immagine, questo processo giudicante purtroppo entra in azione in maniera del tutto inconscia e per fare in modo che l’idea che ci siamo creati di una persona cambi impieghiamo molto tempo.

La comunicazione non verbale è molto importante anche per il fatturato di un’ attività e poichè essa è fatta da persone forse dovremmo iniziare a domandarci in che modo stiamo migliorando il modo di comunicare con i clienti anche attraverso la nostra immagine.

Photo by Natasha Fernandez on Pexels.com
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Less is more

Hai presente quella sensazione di quando hai l’armadio pieno zeppo di vestiti ma non sai cosa indossare? Questo capita quando si hanno le idee poco chiare sulla nostra fisicità, sulle occasioni d’uso e sui colori. In genere le persone non hanno ben chiaro il modo in cui si accostano i colori e quello che dovrebbero indossare per valorizzare la propria immagine, pertanto, un armadio pieno di “cose a caso” non serve a nulla.

Ecco perchè quando si fa un cambio di stagione sarebbe utile farlo insieme ad una consulente d’immagine, perchè meglio ridurre la quantità di capi che non ci appartengono oppure aggiungerne altri o acquistare accessori che possano reinventare capi che già possediamo, liberando spazio, organizzandolo e tenendo solo ciò che ci valorizza veramente.

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Non sto parlando di moda di stagione e del capo che spopola ma di capire attraverso la consulenza d’immagine quello che possiamo eliminare e quello che dovremmo integrare nel nostro nuovo e bellissimo guardaroba.

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Ecco perchè dobbiamo fare scelte consapevoli e non farci trarre in inganno dalle pubblicità. Una consulenza d’immagine può aiutarci anche per capire che tipo di abbigliamento acquistare per un determinato evento, i colori da accostare, le forme, i tagli, i tessuti e gli accessori più indicati.


Consulenza D'immagine
Photo by Andrea Piacquadio on Pexels.com

Viene dunque da pensare che lo shopping diventi più difficile, in realtà è l’esatto contrario, dopo la consulenza d’immagine entrerai in un negozio di abbigliamento con le idee molto chiare su ciò che vuoi e risparmiando tempo e soldi, inoltre facendo shopping ti accorgerai della magia degli accostamenti, ti sentirai più sicura e ancora più bella.