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Valori ed emozioni nello storytelling

Siamo alle soglie di una nuova epoca storica in cui alla parola scritta succederà l’immagine.” E.Gombrich “

Le nostre esperienze soggettive indicano che il gradimento di ciò che osserviamo dipende dal modo in cui processiamo le informazioni, dalle preferenze sensoriali, dal nostro vissuto, da fattori culturali, ambientali sociali.

Se dobbiamo vendere un prodotto oppure fare propaganda politica o semplicemente diffondere un’informazione vi sono alcune cose da tenere presente in relazione al nostro fine ultimo, il fine ultimo di una pubblicità non è quello di piacere bensì quello di rimanere impressa e di generare emozioni ecco perche’ si ricorre allo Storytelling.

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Pensate alle pubblicità della Barilla o del Mulino Bianco, raccontano di famiglie unite, tavoli apparecchiati e sorrisi, profumi conosciuti che richiamano ricordi legati alla nostra cultura, sapori che emozionano, insomma dove c’è Barilla c’è casa giusto? Questo tipo di pubblicità non mostra solo un prodotto ma racconta una storia, lo storytelling non è solo verbale, il messaggio predominante è visivo, pertanto il messaggio principale viene veicolato attraverso immagini che hanno un unico vero obiettivo cioè quello di narrare ed emozionare chi le osserva.

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Nulla di meglio per comunicare un brand, attraverso la comprensione di ciò’ che accade dentro di noi quando osserviamo questo tipo di pubblicità possiamo capire in che modo lo storytelling apra la porta del nostro cuore, noi non abbiamo sempre necessità di capire razionalmente, a volte abbiamo solo bisogno di sentire emotivamente . I racconti convincono perché ci coinvolgono.

I racconti descrivono i valori del brand e ci permettono di condividere questi valori, quasi inconsciamente. I racconti inoltre ci permettono di tornare bambini, in quella dimensione in cui mentre ci raccontavano una favola costruivamo mille immagini e vivevamo colorate emozioni.

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Dove non arrivano le parole, arriva l’immagine.

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Immagine VS Identità

Quando si pensa alla Comunicazione Non Verbale si pensa subito a serie televisive, bugiardi smascherati, colpevoli fregati da una smorfia in più, tendiamo ad amare i dettagli nella televisione mentre non ci accorgiamo che la comunicazione non verbale fa parte di ogni singolo momento del nostro quotidiano. Influenza le nostre relazioni, il nostro umore i nostri pensieri.

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La nostra fisiologia è un tutt’uno con il nostro subconscio, il dialogo è bidirezionale ossia il nostro subconscio comunica attraverso la fisiologia ma “udite udite” possiamo comunicare con lui anche in senso inverso.

Il nostro corpo è la magica chiave per stimolare e guidare la nostra mente, avete mai notato che le persone tristi tendono ad usare posizioni ricurve, ad essere apatiche e pigre e a curare poco la propria immagine? Quando una persona è triste spesso non ha voglia né di fare sport, né di andare dal parrucchiere o di curare il proprio abbigliamento, salvo rare eccezioni.

Cosa accadrebbe se invece queste persone iniziassero a praticare assiduamente sport e a curare di più se stesse? Si sentirebbero meglio, si vedrebbero più belle, il corpo sarebbe più reattivo, il dialogo interno inizierebbe a cambiare, il loro focus molto probabilmente si sposterebbe dai problemi alle soluzioni e la tristezza piano piano se ne andrebbe.

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Quando mi domandano perchè ho scelto di affiancare al mio lavoro di Consulente d’Immagine a quello di Life Coach ricordo che il percorso di Coaching ha anche a che fare con con la l’Identità delle persone e che l’identità percepita a volte non risulta congruente con ciò che mostra lo specchio, non perchè lo dico io ma perchè lo affermano i clienti durante sessioni dicendomi che vorrebbero anche “vedersi diversi”.

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Per alcune persone questi cambiamenti avvengono in maniera naturale, altre persone invece hanno bisogno di aiuto ed ecco che la consulenza d’immagine può servire ad accelerare questa unione tra interno ed esterno, tra l’identità percepita e quella che si manifesta. A volte basta poco, solo individuare i punti di forza della fisicità o i colori più adatti per far si che il/la cliente inizi ad acquistare più sicurezza in se stesso/a, e anche se si lavora in superficie in realtà è un lavoro molto più profondo di quanto si creda.

Quanti di noi quando immaginando la versione migliore di se stessi si vedono in tuta e quanti invece con un bell’abito? Pensiamo davvero che ciò che indossiamo non influisca sul nostro umore e sulle nostre giornate? Pensiamo davvero che l’outfit sul posto di lavoro non abbia nulla a che fare con il nostro successo ed i nostri risultati?

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Ancor prima di aprire bocca le persone si sono già fatte un’idea di noi attraverso la nostra immagine, questo processo giudicante purtroppo entra in azione in maniera del tutto inconscia e per fare in modo che l’idea che ci siamo creati di una persona cambi impieghiamo molto tempo.

La comunicazione non verbale è molto importante anche per il fatturato di un’ attività e poichè essa è fatta da persone forse dovremmo iniziare a domandarci in che modo stiamo migliorando il modo di comunicare con i clienti anche attraverso la nostra immagine.

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