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Credenze limitanti come scovarle

Ognuno di noi ha sviluppato fin da quando era bambino  credenze sulle proprie capacità e anche su quelle degli altri, le credenze influiscono sul nostro atteggiamento e sul nostro potenziale, creando un gap tra ciò che siamo realmente ed i risultati che otteniamo in ogni ambito della nostra vita. Possiamo suddividerle in Credenze Personali e Credenze Esterne o Collettive.

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Le Credenze Personali corrispondono a tutti quei momenti in cui abbiamo pronunciato la famosa frase “non ce la farò mai”, “non sono all’altezza” ,”non è per me”, “ho sempre perso”, insomma tutte le volte in cui ci siamo messi i bastoni tra le ruote da soli prima ancora di provare a fare qualcosa. Le credenze personali limitanti sono generate dall’insieme delle nostre esperienze vissute come fallimenti, il fallimento ci porta ad attivare un meccanismo di autodifesa ed ecco che reagiamo pronunciando queste frasi, altre volte invece reagiamo come nella favola della volpe e l’uva fingendo disinteresse qualora il nostro obiettivo venga mancato. Prendere coscienza di questi comportamenti è il primo passo verso il cammino di consapevolezza e di sviluppo del proprio potenziale.

Altro sono le Credenze Collettive, hanno origine dal tipo di cultura, dal tipo di istruzione ricevuta, dalla religione e dai luoghi comuni o modi di dire che vengono spesso pronunciati come rappresentazione di una verità inconfutabile.

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Senza scendere troppo nello specifico degli insegnamenti religiosi e delle loro interpretazioni e cambiamenti negli anni oppure ai tipi di educazione ricevuta possiamo pensare ai semplici modi di dire o luoghi comuni che fanno parte della collettività .

Pensiamo ad esempio al: “Chi si accontenta gode”, “Le donne non sanno guidare”, “Chi troppo vuole nulla stringe” ci insegnano che per essere felici bisogna accontentarsi oppure che le donne non possono diventare piloti, se li facciamo diventare i nostri mantra sicuramente di fronte ad un possibile successo retrocederemo per paura che non sia fatto per noi. Altri invece ci insegnano e ci invitano ad agire, ad imparare e ci spronano al cambiamento come ad esempio: “C’e’ sempre una prima volta”, “Chi non risica non rosica”.

Il “mia nonna diceva sempre…” spesso aleggia dentro di noi in maniera del tutto inconscia ed è per questo motivo che anche le parole hanno una grande importanza perché esse hanno il potere di generare credenze che possono essere potenzianti o depotenzianti influenzando la nostra vita senza che noi ce ne accorgiamo.

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Quello che possiamo fare dopo aver individuato le nostre principali credenze limitanti derivanti dal tipo di educazione, dalla religione, dal vissuto, e dai mantra è riflettere sui mancati successi che hanno generato. Questo ci porta ad associare dolore alla vecchia credenza e ci aiuta a risolvere in parte la situazione. Spesso con l’aiuto di un coach possiamo indagare su quelle credenze che credevamo di non avere, e fare nostre credenze potenzianti.

Riflettere sugli insuccessi pregressi di chi poi ce l’ha fatta è molto istruttivo, possiamo farlo leggendo libri di personaggi famosi che nonostante innumerevoli sfide o fallimenti hanno raggiunto il loro successo.

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Pensate solamente a Steve Jobs, oppure a Soichiro Honda, queste persone hanno vissuto grandi momenti di crisi, grandi fallimenti e tradimenti ma nonostante ciò non hanno fatto proprie queste credenze limitanti, credo che Steve Jobs abbia preso in considerazione meno il “chi si accontenta gode” ed abbia fatto suo il “chi non risica non rosica”. Un’altro bellissimo esempio di persona di successo che si prodiga per aiutare gli altri è Simona Atzori.

Simona ti travolge con la sua energia e il suo bellissimo sorriso; ballerina , pittrice, scrittrice e coach. Simona è nata con una grave malformazione ed è un esempio di successo per tutte quelle persone che credono di non potercela fare. Ho parlato con Simona qualche anno fa durante un corso, ci siamo scambiate giusto due parole e vi posso garantire che vicino a lei ci si sente come vicino ad un gigante per quanta forza ed energia trasmette agli altri e per l’amore e l’entusiasmo che mette in tutto quello che fa.

Il mio consiglio è di trovare le vostre credenze limitanti ed individuare la fonte di provenienza, fintanto che le credenze saranno presenti le vostre azioni verso gli obiettivi prefissati potranno risultare vani, ecco perché serve consapevolezza di che cosa ci influenza o ci ha influenzato in questi anni, i fatti o le persone che incontriamo giocano anch’essi un grandissimo ruolo su ciò che pensiamo di poter o non poter ottenere. circondatevi di persone che credono in voi e che vi supportino e vi aiutino a diventare la versione migliore di voi stessi.

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Less is more

Hai presente quella sensazione di quando hai l’armadio pieno zeppo di vestiti ma non sai cosa indossare? Questo capita quando si hanno le idee poco chiare sulla nostra fisicità, sulle occasioni d’uso e sui colori. In genere le persone non hanno ben chiaro il modo in cui si accostano i colori e quello che dovrebbero indossare per valorizzare la propria immagine, pertanto, un armadio pieno di “cose a caso” non serve a nulla.

Ecco perchè quando si fa un cambio di stagione sarebbe utile farlo insieme ad una consulente d’immagine, perchè meglio ridurre la quantità di capi che non ci appartengono oppure aggiungerne altri o acquistare accessori che possano reinventare capi che già possediamo, liberando spazio, organizzandolo e tenendo solo ciò che ci valorizza veramente.

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Non sto parlando di moda di stagione e del capo che spopola ma di capire attraverso la consulenza d’immagine quello che possiamo eliminare e quello che dovremmo integrare nel nostro nuovo e bellissimo guardaroba.

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Ecco perchè dobbiamo fare scelte consapevoli e non farci trarre in inganno dalle pubblicità. Una consulenza d’immagine può aiutarci anche per capire che tipo di abbigliamento acquistare per un determinato evento, i colori da accostare, le forme, i tagli, i tessuti e gli accessori più indicati.


Consulenza D'immagine
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Viene dunque da pensare che lo shopping diventi più difficile, in realtà è l’esatto contrario, dopo la consulenza d’immagine entrerai in un negozio di abbigliamento con le idee molto chiare su ciò che vuoi e risparmiando tempo e soldi, inoltre facendo shopping ti accorgerai della magia degli accostamenti, ti sentirai più sicura e ancora più bella.

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Mannish Style

Gli abiti e gli accessori sono mezzi per creare e manifestare identità e modi di essere. 

Ce ne sono alcuni che generano forte tensione nel nostro subconscio e in alcuni casi sono letteralmente terapeutici, parlo di quegli outfit androgini che se indossati da una donna creano un vero e proprio stile, lo stile mannish.

Come si crea lo Style Mannish?

Ci vogliono pantaloni dal taglio morbido, camicia classica, o pullover a collo alto, blazer e per le donne che hanno voglia di scendere dai tacchi le immancabili stringate stile inglese.

Le stringate sono molto, molto mannish style anche indossate con un paio di jeans fanno subito man ma non tutti gli uomini conoscono le differenze tra una Derby e una Oxford ecco perché se ami lo stile ti consiglio di approfondire cliccando qua.

Per chi vuole osare cravatta o bretelle o gemelli sono d’obbligo.

Cosa comunica il Mannish Style:

Lo style mannish mi piace per la sua autoironia, perché comunica sobrietà, trasmette sicurezza e allo stesso modo fascino incondizionato ed intrigante sensualità.

La prima a indossarlo fu Marlene Dietrich negli anni ’30 e per quell’epoca la bellissima Marlene oltre al suo smisurato magnetismo comunicava ribellione e trasgressione.

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